giovedì 29 settembre 2016

Presentazione libro "Rapporti difficili. Storie in bicicletta e altri racconti"

Presentazione libro "Rapporti difficili. Storie in bicicletta e altri racconti"


Eccomi finalmente a scrivere il post della presentazione del mio secondo libro di racconti!! A Giugno ho pubblicato una nuova raccolta di racconti intitolata "Rapporti difficili. Storie in bicicletta e altri racconti", edito come il primo da Youcanprint, ed ora che siete rientrati tutti dalle ferie (se siete ancora in vacanza sappiate che vi invidio tantissimo...) vi aspetto Giovedì 6 Ottobre alle 18:00 alla Feltrinelli di via XX Settembre a Bergamo per assistere al mio imbarazzo mentre lo presento!

Mi piace come data: il sei alle 6. Facile da ricordare, anche se la presentazione ad Ottobre in via XX Settembre potrebbe provocare stati confusionari (haha). Stavolta condurrà Elena Ravasio, blogger che scrive e recensisce libri online ma che non ha mai presentato dal vivo, dunque vedrete ben due persone davanti a voi leggermente imbarazzate ed agitate! Durante quest'oretta scoprirete di cosa parla il libro (anche se il titolo è già abbastanza chiaro), potrete farmi qualche domanda (so già che mi metterete in difficoltà) e, al termine, sarà possibile acquistare il libro e farsi fare una firma o una piccola dedica.

Il libro è composto da 21 racconti, alcuni brevi, altri brevissimi, altri più lunghi per un totale di 175 pagine... e costa 12€. In pratica poco più di 50 centesimi a racconto! :D

L'anno scorso durante la presentazione di "Bergamo in blue" pioveva, spero vivamente che stavolta il meteo sia più clemente così più persone saranno invogliate ad uscire di casa per passare in libreria!

Che altro? Io il 6 alle 6 sarò in Feltrinelli, al piano di sopra, e voi?

Qui intanto trovate l'evento Facebook.

lunedì 26 settembre 2016

Candelaria Romero legge Carlo Capotorto

Ecco il video di Candelaria Romero che legge il racconto "Una piccola parte" tratto dal mio nuovo libro "Rapporti Difficili. Storie in bicicletta e altri racconti" in presentazione alla libreria Feltrinelli di via XX Settembre a Bergamo Giovedì 6 Ottobre alle 18:00! Poi tra poco faccio un post con la locandina! :)


sabato 24 settembre 2016

Spazzatura nel verde - Valbrembo 2016

C'è il sole, vado a fare un giretto nel verde, magari dove c'è un po' d'acqua che mi rilassa: Valbrembo! Hey, magari trovo anche del luppolo selvatico per fare una bella frittata! Ma ecco che la spazzatura maleodorante mi colpisce come uno schiaffo inaspettato.


«Montagna di rifiuti e multe ridicole. Perché non curiamo di più il mondo?»

«Una bottiglia rotta, un preservativo usato, un cartone della pizza con ancora all’interno delle croste, un bidone di vernice con attrezzi da imbianchino, un mucchio di spazzatura bruciata».

Spazzatura sparsa nel parco lungo il fiume Brembo (Valbrembo)Spazzatura sparsa nel parco lungo il fiume Brembo (Valbrembo)«Volevo fare una bella passeggiata sul Brembo, dove qualche anno addietro si organizzavano pomeriggi con gli amici e barbecue, feste serali e serate con la chitarra. Ora trovo spazzatura e degrado, e non sono cartacce, è roba che la gente è venuta quì apposta a buttare usando il posto a mò di discarica. Sembra che più a nessuno interessi quella zona verde che tempo fa regalava bei momenti».

Spazzatura sparsa nel parco lungo il fiume Brembo (Valbrembo)«Continuo lungo il sentiero e piano piano sembra migliorare sino a diventare un’area bella e pulita (come il lungofiume della sponda opposta). Continuo la mia camminata rilassato, scendo al fiume e faccio rimbalzare qualche sasso piatto sul letto del fiume, sorrido a chi marcia in senso opposto, chiacchiero con chi raccoglie erbe spontanee informandomi su cosa cresce in zona... ma allora mi chiedo il motivo di tanta noncuranza nel tratto iniziale del parco, non importa davvero a nessuno?

Spazzatura sparsa nel parco lungo il fiume Brembo (Valbrembo)«Torno poco meno di una settimana dopo, indiavolato per lo schifo visto in precedenza, e noto contento che qualcuno ha ripulito e portato via qualcosa ma ancora la zona non è bella. Faccio qualche fotografia con il telefono, con l’intento poi di scrivere qualche riga di lamentela, di richiesta d’attenzione per un luogo che ha tanto da offrire, che potrebbe tornare a vivere come un tempo ed essere sfruttato da chi cerca un po’ di pace».
Spazzatura sparsa nel parco lungo il fiume Brembo (Valbrembo)«Sto per andarmene e vedo un cartello: “Divieto di scarico materiali e rifiuti su tutto il territorio comunale. I trasgressori saranno puniti con ammenda da 103,29 a 619,75 €...”, è allora che mi sale la rabbia. La goccia finale. Leggo di multe di 3.333 € (che diventano 5.000 € se non paghi dopo pochi giorni) per aver fatto pipì in una piazzola di sosta in superstrada, di multe per chi getta mozziconi a terra da 30 a 300 €, di chi si prende da 30 a 150 € per aver gettato scontrini, fazzoletti di carta o gomme da masticare...».

Spazzatura sparsa nel parco lungo il fiume Brembo (Valbrembo)«Sicuramente sarà capitato a tutti, prima o dopo, di aver gettato qualcosa a terra ma tra due mozziconi e un sacco della spazzatura c’è una bella differenza... e una pipì in piazzola di sosta... lasciamo perdere. Ciò che mi piacerebbe capire è se a qualcuno interessa la città dove viviamo senza vene ipocrite, se tutti curassimo di più il mondo dove viviamo in un modo semplice forse non ci sarebbe bisogno di gruppi di volontari per pulire le aree verdi una volta l’anno (e per fortuna che ci sono), ma la mia è soltanto una riflessione».

Carlo "Charlie" Capotorto

martedì 20 settembre 2016

Un barlume di speranza - Una storia ad episodi - Parte 6

Sorry, di solito esco al lunedì con un nuovo episodio ma è un periodo pieno di impegni e... mi sono dimenticato!! Ecco qui il sesto capitolo:

 Un barlume di speranza - PARTE 6

Ingoiando i reflussi acidi della nottata passata a vomitare, come spesso gli succedeva per causa dei medicinali, Simone sciacquò la bocca con caffè annacquato e succo di uva. Non aveva mai bevuto nulla di così inutile, tanto il caffè quanto il succo. "Con l'uva si fa il vino, non questo schifo", bisbigliò tra se e se, "Almeno è incluso nel costo dell'ostello va...". Andò via prima dell'orario di check out previsto, aveva un impegno che già rimpiangeva di aver preso, doveva iniziare il corso di spagnolo! 
Con trolley al seguito cercò di ricordarsi, con scarso successo, la strada per la scuola. Si perse. Trovò la Rambla. Si perse di nuovo. Tirando fuori dalla tasca un foglietto con scritto il nome della scuola iniziò a chiedere a tutti, a tutti quelli che ai suoi occhi sembravano autoctoni, se sapevano dove fosse. Uno spanglish ostentato spiazzava ogni interlocutore, tanto che, non appena si mise a chiedere informazioni in italiano, trovò una gentile nonnina che gli indicò la via giusta. Arrivò in ritardo, ma non sembrava importare a nessuno.

"Hola. Yo soy Simone, de Italia..."

La Rambla, tipica via del centro, zona di passaggio e centrale della città di Barcellona
La Rambla
"Hola Simon, por favor! Bueno, bueno, ahora hablar un poco de español? Italiano y español son muy similares, lo que tiene que aprender son las cosas differentes y en un mes podràs hablar sin ningún problema!"

"Occhei... hemm... he entendido un poco... tengo que imparar la parolas..."

"Por supuesto, usted tiene que aprender las palabras, conseguir un poco de vocabulario! Bueno, empezamos!"

Altre cinque persone si trovavano nella stanza con lui, oltre all'insegnante, ed ogni altra lingua se non lo spagnolo era bandita in quelle quattro mura. Imparò molto velocemente la presentazione di se, trovò molto semplici le cose base, perché in effetti italiano e spagnolo sono davvero molto simili. Le due ragazze inglesi sedute accanto a lui invece facevano una fatica mortale, era davvero ridicolo sentirle parlare, e lui si sentiva molto avvantaggiato. Questo sentimento lo rese un poco più forte del solito, riuscire già da subito a superare qualcuno che ha iniziato prima di lui lo rendeva più sicuro, e dio solo sa, se dio esiste, quanto in questo momento Simone avesse bisogno di sentirsi così.
Furono tre ore di full immersion in quella nuova lingua, tanto nuova quanto all'apparenza semplice. E, appena fuori, le due inglesi iniziarono a chiacchierare con lui, in inglese però. Il cambio repentino di lingua lo sfasò leggermente ma si trovò comunque a su agio, pensando che potesse essere una buona occasione per farsi da subito qualche nuovo amico.

Nel pomeriggio, dopo un pessimo pranzo a base di pollo comprato ad un baracchino sulla spiaggia, si ritrovò a svuotare il suo piccolo bagaglio, sin d'ora rimasto chiuso, e sistemarne il contenuto nella sua cameretta al quinto piano. Riempì nemmeno un quarto dell'armadio a sua disposizione, sistemò pastiglie e iniezioni nel cassetto vicino al letto, poche cose in bagno, e si sdraiò a terra; guardando dalla porta finestra le impalcature del palazzo di fronte, in ristrutturazione.

"Strano, è la prima volta che praticamente cambio casa, e la prima coinciderà con l'ultima", l'ansia della malattia spesso prendeva posto nei suoi pensieri, "Ed ora sono qui da solo, devo cavarmela da solo... per prima cosa devo cercare di racimolare 1.600 €, tanto mi serve per il trasporto del mio corpo da qui all'Italia e per la cremazione, sempre che le informazioni trovate su dio Google siano corrette... dovrei andare direttamente al porto a chiedere quanto costa... mi prenderanno per matto ma pace, è una cosa che devo fare. Ci mancherebbe anche accollare a madre il costo e l'organizzazione di quella roba li. Devo anche mettermi a scrivere il testamento. Beh, un po' di tempo dovrei ancora averlo dai...".

continua...

lunedì 12 settembre 2016

Vivi il Borgo d'oro - Borgo Santa Caterina in festa 17/09/2016

Locandina di Vivi il Borgo d'Oro del 17/09/2016 a Bergamo
Il poster dell'evento di Vivi il Borgo d'oro
Lo conoscete il Circolo dei Narratori di Bergamo? Che fanno, narrano? Sì! Proprio così! Sono dei cantastorie, narratori che preparano letture espressive per tutte le età per intrattenere ragazzi ed adulti! Talvolta in biblioteca ma spesso escono per partecipare alle iniziative come Vivi il Borgo d'oro, la festa di Borgo Santa Caterina che per questa edizione avrà luogo il Sabato 17 settembre!

Well, perché vi sto dicendo tutto ciò? Ma perché inviai qualche mio raccontino anche a loro, selezionandone i più brevi (chi mi legge e non solo mi segue sa bene che non faccio troppa fatica ad abbreviare e troncare) e la capofila del progetto (nonché penso ideatrice dello stesso) Candelaria Romero - poetessa, scrittrice, attrice e tanto altro mi pare (grande!) mi rispose dicendomi che leggerà lei stessa il mio racconto "Una piccola parte" presente nel mio libro "Rapporti difficili. Storie in bicicletta e altri racconti" (che tra pochissimo vi dico quando presento, ad ottobre, in Feltrinelli...). 

Che dire? Felice e contento senza dubbio, ora però devo organizzarmi per andare a sentirla perché proprio sabato 17 si sposa il mio fratellino... la mattina certo, ma poi c'è il pranzo e si sposa con una napoletana... vedremo, vedremo, ho tempo fino alle 17 del 17 per essere in Borgo Santa Caterina, e voi ci sarete? Non capita tutti i giorni di sentire un racconto del vostro scrittore preferito recitato da una tipa TOP come Candelaria Romero quindi ragazz*, venite e invitate un sacco di ggente dai! NOTA: Ci saranno due punti di lettura, uno al numero 1 ed uno al numero 74, quindi se non siete fortunati e la beccate subito fatevi la vasca di corsa e andate dall'altra parte!

A prestissimo (cioè a sabato 17 in Borgo Santa Caterina)!!

Carlo "Charlie" Capotorto.


sabato 10 settembre 2016

Siringhe in stazione - Bergamo 2014

Oggi apro una nuova etichetta qui sopra nella barra di selezione, si chiamerà "Articoli", dove pubblicherò delle lettere e degli articoli inviati e pubblicati sui giornali e magari anche qualche vecchio articolo che avevo scritto nel mio blog/progetto "Succedaneo informativo - il giornalista in bicicletta". 

Ecco il primo, apparso su "L'Eco di Bergamo" giovedì 20 novembre 2014. Dopo un giretto in ciclostazione non ho resistito a fotografare le numerose siringhe presenti nel parcheggio delle bici e nel parchetto antistante, in seguito poi ho scritto quanto segue e mandato tutto al giornale che mi ha pubblicato questa roba qua: 

«L’orrore delle siringhe abbandonate. Bergamo, città che ignora i problemi»

«Il tempo delle pere era finito, ora sembra ricominciare con una marcia in più anche se cerca di nascondersi dietro i numerosi angoli bui della città».
Siringhe fotografate nel parcheggio delle biciclette davanti alla stazione di Bergamo
Siringhe fotografate nel parcheggio delle biciclette davanti alla stazione di Bergamo«La stessa città che la mattina si alza per andare a lavorare e decide di ignorare tutto ciò che preclude fermarsi a riflettere per un istante di problemi non propri. Sono rimasto più deluso che sconvolto dal ritrovamento inaspettato di una spropositata quantità di siringhe in zona stazione, nel bel mezzo del parcheggio delle biciclette».

«Deluso dall’indifferenza che ancora empiamente attanaglia il cuore di molte persone pronte a salvare Bergamo da inquinamento, povertà, sfratti, fame, criminalità, ingiustizie e violenza mentre si spostano in città con Suv da 200 g/km di emissioni di Co2, che vivono in grandi case mandando la colf a fare la spesa evitando come peste i discount e si rifugiano circondati da allarmi e sbarre alle finestre».
Siringhe fotografate nel parcheggio delle biciclette davanti alla stazione di Bergamo
L'interno del tombino
«Tronfio come un paladino che lotta per una giustizia palesemente utopica mi chiedo come sia possibile che, a fine 2014, una città come la nostra sia così assurdamente confusa e senta ancora il bisogno di scivolare in una droga come l’eroina...chissà quante altre cose non conosco della mia città».

Siringhe fotografate nel parcheggio delle biciclette davanti alla stazione di Bergamo«Me ne chiedo poi il motivo: cosa porta giovani e meno giovani a rovinarsi fino a questo punto? Ho avuto anche io la mia buona fetta di sostanze più o meno pesanti ma poi ad un certo mi sono fermato. Perché? Cosa mi ha fatto dire “adesso basta”? Ma ancor prima, perché ho mai iniziato? Un po’ lo si fa in compagnia, è normale, ma poi scattano motivi più profondi, quelli per cui a volte ci sentiamo soffocare, con la pancia vuota e buia non per fame ma per dolore».
«Forse è la mancanza di uno scopo, di una direzione, forse è la possibilità sfumata di proiettarsi in un futuro più lontano di tre settimane o tre mesi, forse è la paura di appartenere aduna generazione di disoccupati, o la paura del giudizio degli altri o...ci possono essere ancora decine e decine di motivazioni ma nessuna giustifica questo sfacelo».

Siringhe fotografate nel parcheggio delle biciclette davanti alla stazione di BergamoSiringhe fotografate nel parcheggio delle biciclette davanti alla stazione di Bergamo«Non scrivo questa lettera per portare soluzioni, purtroppo non ne ho (anche se credo basti pensarci bene e qualche rimedio lo si trova...), ma per mettervi sotto gli occhi quel che io non sapevo e magari non sapevate nemmeno voi e per porre una “semplice” riflessione: negli ultimi anni la città è cambiata tanto portando opportunità ed estive occasioni di vita notturna ma i problemi e la solitudine che c’erano 10/15 anni fa sono ancora presenti, non è forse meglio cercare di risolverli prima di crearne altri alzando nuovi muri?».

«Come in ogni percorso quando siamo davanti a un problema dobbiamo affrontarlo e risolverlo, se lo ignoriamo quel problema rimarrà li e più il tempo passerà più sarà complicato risolverlo quindi cerchiamo di guardare la città dritta negli occhi e di sorriderle a volte, non è così difficile».

Carlo "Charlie" Capotorto

Ps.: Di tempo ne è passato un bel po', alcuni tossici sono rimasti, altri si sono spostati... dove sarà la concentrazione di siringhe oggi? Fatemi sapere con un commento se vi và, così vado a fare un giretto e magari scrivo un altro papiro al giornale.

mercoledì 7 settembre 2016

Guerre stellari bergamasche

SAnche a Bergamo è arrivata la guerra... si, quella stellare! Dal 2014 le forze del lato oscuro stanno attaccando e distruggendo e devastando, ma finalmente dopo due anni ecco che i ribelli ci mandano i rinforzi! Ecco qualche immagine di ciò che sta accadendo in città:

Ecco Star Wars a Bergamo! Photoshop fa miracoli portando le Guerre Stellari a Bergamo
Gli At-At distruggono il centro di Bergamo

Ecco Star Wars a Bergamo! Photoshop fa miracoli portando le Guerre Stellari a Bergamo
At-At all'attak

Ecco Star Wars a Bergamo! Photoshop fa miracoli portando le Guerre Stellari a Bergamo
At-At nella nebbia di San Lorenzo

Ecco Star Wars a Bergamo! Photoshop fa miracoli portando le Guerre Stellari a Bergamo
Han Solo in visita al Papa

Ecco Star Wars a Bergamo! Photoshop fa miracoli portando le Guerre Stellari a Bergamo
Incrociatore stellare e Milano sullo sfondo

Ecco Star Wars a Bergamo! Photoshop fa miracoli portando le Guerre Stellari a Bergamo
La morte nera è quasi completa...


Ecco Star Wars a Bergamo! Photoshop fa miracoli portando le Guerre Stellari a Bergamo
Finalmente è arrivato il Millenium Falcon a Bergamo!

lunedì 5 settembre 2016

Un barlume di speranza - Una storia ad episodi - Parte 5

Un barlume di speranza - PARTE 5


Simone continuava a combattere con quella terribile malattia che sembrava non lasciargli tregua, ed oltre a quella lotta tante altre non lo mollavano; primo su tutti il combattimento contro se stesso, contro le sue paure e la sua insicurezza. Fece uno sforzo immenso, raccogliendo a piene mani tutto il coraggio nascosto dentro di lui, e alla fine riuscì a partire. 

Dopo aver venduto i pochi oggetti in suo possesso, aver fatto scorta di medicine, e salutato i pochi amici (tra i quali Luca, ancora preso dall'ormai inutile e frenetica ricerca di un lavoro) salì sul treno diretto a Milano. Da lì un altro treno per Genova fino a salire sul traghetto in direzione di Barcellona. Fu un viaggio molto stancante per lui, oltre per le continue transumanze verso il bagno, anche per la debolezza di cui ancora era affetto il suo corpo, pieno zeppo di medicinali che lo facevano stare in piedi a stento. Dopo una lunga notte in nave trascinò il suo trolley fino al primo ostello libero e, rinfrescato da una lunga doccia, si spinse subito alla scoperta di quella nuova città.
Il porto di Barcellona in una splendida giornata di sole
Un barlume di speranza - Parte 5
Tornò vicino al porto, dove in precedenza aveva visto un bagno pubblico, e da lì iniziò a risalire la Rambla fino a Plaça de Catalunya, dove si fermò nuovamente a orinare all'Hard Rock Cafè. Riscese lungo la stessa via, dal lato opposto, e già da subito si innamorò del posto; sarà stata l'aria di mare. Con uno spagnolo che era tutto un programma, riuscì a farsi dare da un edicolante un giornale con gli annunci delle stanze in affitto, e dopo essersi preparato su di un foglietto di carta qualche frase standard da dire iniziò a fare telefonate da una cabina telefonica. Prese accordi per il pomeriggio stesso, doveva vedere due stanze relativamente vicine l'una all'altra... era già in estasi. Pensava solo a come comunicare con gli spagnoli, non avendo mai studiato la lingua era un po' difficile, ma continuava a ripetersi che non sarebbe stato certo rallentato da questo piccolo dettaglio. 
Nell'attesa continuò l'esplorazione lungo le vie laterali, passando da un quartiere all'altro, finché una scuola di lingue gli si palesò di fronte. "Potrei fare un corso di spagnolo, così almeno il tempo che passerò qui riuscirò a parlare con qualcuno, altrimenti rischio di circondarmi di italiani ed è l'ultima cosa che voglio". Entrò.

"Buongiorno... hello, I'm Simone, from Italy... I want learn spanish if you have basic lesson"

Il suo inglese era agghiacciante ma fortunatamente riuscì a farsi capire. Era una scuola piccola, appena fuori dalle principali vie turistiche ma non per questo lontana dal centro, e perfetta per le sue scarse finanze. Trovò un corso base, in una piccola classe di 5 o 6 persone, che poteva pagare di mese in mese, e poteva iniziare già dal giorno seguente! 
Si recò poi all'indirizzo del primo appuntamento, una stanza in Barceloneta, ed arrivato suonò al campanello.

"Carmen? Soy io, Simone. Sorry I don't speak spanish, just some words" 

"Hola, no problema, yo te entiendo pero las chicas que comparten el piso conmigo no creo hablan ingles... pero ven, sales!"

Appartamento al quarto piano, senza ascensore. Si era dimenticata di questo piccolo dettaglio, la zozza. Lui arrancò fino al pianerottolo dove dovette sedersi, gli mancava il fiato e le gambe già gli cedevano, dopo essere stato in giro praticamente due giorni ora aveva gran poche forze in corpo. Quando la ragazza lo vide si preoccupò, e quando lui le spiegò la situazione si preoccupò maggiormente. Usò il suo bagno, la ringraziò e si scusò per averle fatto perdere tempo, poi se ne andò per non vederla mai più.
Si sedette sui gradini del palazzo accanto, in attesa del secondo appuntamento, anche se con poco entusiasmo. Stava male, e ovviamente le medicine erano in ostello. Arrivò Andrea, che non si sa bene come lo riconobbe come "l'italiano che ha chiamato per la stanza", e con un inglese misto a spagnolo gli mostrò l'appartamento, stavolta al quinto piano, ma con l'ascensore. Era una casa abbastanza nuova, pitturata di recente e molto spaziosa, e cosa ben più importante Simone aveva un bagno in camera tutto per lui; gli avrebbe detto di si anche solo per quello. Non si soffermò molto, si misero d'accordo per il suo ingresso il giorno dopo nel pomeriggio dato che la notte in ostello l'aveva già pagata.

Rientrò in camerata e si stese sul letto, prese le consuete medicine e si mise a fissare le assi di legno del letto sopra il suo. Pensò di dover telefonare a casa, avvisare che era arrivato e che era tutto ok, ma rimandò la telefonata, voleva esser sicuro di avere già una stanza vera e di iniziare il corso di lingue. Non sapeva bene inoltre come parlare alla madre, il suo cancro era terminale, i dottori gli avevano dato pochi mesi di vita, ma lui non lo aveva detto a nessuno.

continua...

giovedì 1 settembre 2016

#fertilityday

 Non ho voglia di spendere troppe parole sulla questione perché sto scrivendo un raccontino e poi mi sconcentro, ma intanto ho fatto questi due veloci meme tutti per voi. :)

Trattenere le scoregge fa male, meme del #fertilityday
#fartingday
Cambiare buco. Il modo migliore per essere creativi. Meme del #fertilityday
#analday